Villa "O" - Portisco, Sardegna di Studio Marastoni | homify
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Villa O – Portisco, Sardegna

Estratto da AD di giugno 2011:

’Arrivando dal mare si approda in un luogo tranquillo, una
verde distesa di prato bordata dalla dirompente e selvaggia vegetazione mediterranea. Sullo sfondo si scorge solamente un’insolita apertura nel terreno, una sorta di moderna caverna, un grande occhio luminoso.

La casa c’è ma non si vede. In Costa Smeralda non è insolito trovare edifici costruiti con particolare attenzione all’equilibrio tra architettura e ambiente, ma in questo caso l’ abitazione, situata a sud di Porto Cervo, è stata addirittura scavata nel terreno, lasciando poi che la natura riprendesse il sopravvento, ammantandola di verde quasi a farla scomparire. Costruita in cemento armato negli anni Settanta dall’ architetto Ferdinando Fagnola, su incarico dei nuovi proprietari la dimora è stata ristrutturata dagli architetti Andrea e Luca Marastoni e dall’ ingegnere Gianluca Hartner, dello Studio Marasoni Architetti e Ingegneri Associati di Bolzano.

“È stato un intervento importante, ma effettuato nel rispetto della struttura architettonica originale”, racconta Luca Marastoni. “La casa è stata svuotata, la distribuzione degli spazi abitativi ridefinita; sono stati inoltre cambiati tutti i serramenti delle grandi vetrate, che ora si aprono a scorrimento”. Un lungo lavoro di cambiamenti e di rifacimenti, con grande attenzione al dettaglio, per una casa dai tratti ben decisi, che non solo ha permesso di conservare lo spirito dell’edificio, ma ne ha messo in evidenza le forme architettoniche originali, prima nascoste.

La residenza è costituita da tre parti distinte, alle quali si accede scendendo alcuni gradini: da un lato, delimitata da un muro di pietra, c’è la zona riservata agli ospiti, affacciata su un cavedio che la rischiara; dall’altro lato, invece, una parete intonacata definisce la zona notte della famiglia; di fronte, rivestito di vite americana, si trova lo spazio che racchiude la cucina, la zona pranzo e il soggiorno. All’interno, lunghe pareti diritte finiscono in ampie vetrate aperte sulla natura.

I proprietari, una coppia con figli, desideravano una casa dove vivere in armonia con l’ambiente, un luogo confortevole, sobrio, dove trascorrere le vacanze e ricevere gli amici. E in totale accordo tra committenza e Studio, il filo conduttore del progetto è una “complessa” semplicità: ambienti che costituiscono un affascinante incastro di volumi, ariosi e pervasi da una luce mai diretta che entra dai cavedi e dalle vetrate, esaltata dalla delicata tonalità di bianco burro che domina ogni spazio, dalle pareti al pavimento in rovere sbiancato alterato a parti in pandomo. Anche gli arredi sono chiari ed essenziali: candidi divani, pezzi in rovere sbiancato, le trasparenze delle sedie Ghost di Philippe Starck e dei vetri di finestre e cavedi, dove “nuotano” nella luce banchi di pesci bronzei realizzati dall'artista Fabio Pietrantonio. Perché è la natura la vera protagonista dell’arredo, dalle sculture che raffigurano pesci di San Pietro alle fotografie del mare, alle reali visioni verdi e azzurre che irrompano dalle vetrate.

Anche la grande piscina realizzata dallo Studio ricorda una conchiglia, forma voluta per assonanza visiva con le creature marine ma anche per mettere in comunicazione le diverse zone della proprietà. Situata nel giardino sul retro della dimora, in una posizione riparata dal vento, vi si accede dai giardini digradanti dal terrazzo in teak adibito a zona pranzo e relax. Chiusa tra due discese azzurre dalla piscina e dal mare, la casa pare un’ isola che affiora a tratti dall’acqua, misteriosa e profonda, dapprima da intuire e poi da scoprire poco a poco, seguendo sentieri di pietra, di legno e di luce.’

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