Hotel Mulino Grande di Studio Tesei | homify
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Hotel Mulino Grande

Energia pulita, tecnologia, grande cura dei
dettagli e design per una ricettività al passo con i tempi: mantenendo il fascino della storia e valorizzando la vitalità della natura.

Geotermia per climatizzare gli ambienti, pannelli solari per scaldare l'acqua e soluzioni high-tech connotano il recupero della struttura cinquecentesca a Cusago.

Il progetto di recupero architettonico dell’Hotel Mulino Grande

Poco distante dal Castello di Cusago, con cui mantiene una costante relazione visiva, e all’interno del Parco Agricolo Sud di Milano, l’Hotel Mulino Grande occupa un’area di 3.762 metri quadrati di cui solo 780 sono coperti per un totale di 1.312 metri quadrati di slp.

Ospita 21 camere e suite, sale meeting, Spa e Il ristorante Il Magiono.

Per posizione, tipologia e soluzioni architettoniche, il complesso del Mulino Grande accompagna il passaggio dal tessuto urbano di Cusago all’aperta campagna del Parco Agricolo, caratterizzato dalla presenza della Roggia Soncina, che a ovest penetra l’area nel complesso, e dal Fontanile Cristina, che ne segna il confine a est.

Proprio grazie alla roggia Soncina, Antonio Magiono, che aveva ricevuto in dono l’area e i diritti d’acqua da Ludovico il Moro durante la seconda metà del Cinquecento, ed è ricordato oggi nel nome del ristorante, attivava le pale del Mulino per produrre farina per il castello e il territorio circostante.

Una storia antica fatta di natura, acqua, grano e lavoro accompagna dunque il Mulino Grande, passato poi di proprietà alla famiglia Stampa e rimasto attivo fino agli anni Settanta.

Successivamente abbandonato per quasi trent’anni, per volontà della nuova proprietà, Il Mulino, torna oggi a svolgere un ruolo dinamico e aperto al territorio nel rispetto e valorizzazione degli elementi storici.

Il progetto di recupero e trasformazione dell’antico complesso rurale, firmato dall’architetto milanese Antonella Tesei, persegue in modo molto stringente la volontà di mantenere una relazione con le radici e la qualità del luogo, raggiungendo allo stesso tempo elevati livelli di comfort.

La progettista ha affrontato il tema del disegno dell’hotel, conservando l’originaria composizione a corpi separati e recuperando integralmente la struttura del mulino.

La statica dell’edificio che ospitava gli alloggi dei contadini, il fienile e le stalle era invece eccessivamente compromessa per essere conservata; così è stato concordato con il Parco Agricolo Sud un intervento ex novo rispettando volumi, tipologia e materiali preesistenti.

Il complesso dell’Hotel Mulino Grande

L’area dell’Hotel Mulino Grande confina a nord con campi agricoli, a sud e ovest segue la curva che la via per Cisliano disegna prima di affiancarsi al corso della roggia Soncina e allungarsi verso ovest, mentre a est è delimitata dal corso del Fontanile Cristina.

Il complesso è composto da due volumi principali, entrambi organizzati su due piani fuori terra, che dialogano tra di loro attraverso un giardino centrale aperto ai lati verso il paesaggio circostante. A sud-ovest l’edificio del mulino, costruito in parte a ponte sulla roggia Soncina, ospita reception, lounge, bar e ristorante al piano terreno e quattro suite al livello superiore.

Il volume a nord-est, più interno all’area, ricostruito secondo l’originaria pianta a elle, è interamente dedicato a quattordici camere e tre suite. A sud, una piccola costruzione a un piano accoglie spazi accessori, mentre lungo il confine nord si trova il parcheggio. Sempre nella fascia nord, ampi spazi completamente interrati, ma affacciati sui giardini ipogei a cielo aperto da cui prendono luce e aria, accolgono il centro benessere e le sale meeting.

L’acciaio cor-ten come materiale guida

Se la presenza dei corsi d’acqua è stata determinante per la produttività del Mulino Grande, oggi lo è perché, insieme con l’antico ingranaggio metallico, attribuisce al luogo una particolare attrattiva estetica e di charme.

E proprio le pale metalliche del mulino hanno ispirato ad Antonella Tesei la scelta di utilizzare l’acciaio cor-ten come materiale privilegiato per dialogare ora con le forme e i materiali del complesso cinquecentesco, ora con gli elementi naturali del giardino e del Parco Agricolo Sud.

L’acciaio cor-ten, grazie alla sua composizione, è in grado di proteggersi dalla corrosione chimica grazie alla formazione di un film superficiale che dona al metallo una calda colorazione brunita. Per prestazioni e tonalità risulta molto versatile e adeguato sia agli spazi esterni, sia agli ambienti interni. Il cor-ten diventa così il materiale guida dell’intervento architettonico declinato in profilo, superficie, rivestimento, ripiano, parapetto, fino a diventare complemento d’arredo.

Acqua per circondare e proteggere

Il tema del movimento dell’acqua è richiamato e moltiplicato dal disegno della recinzione che si costruisce nel segno grafico di leggere onde realizzate in profili di acciaio cor-ten. Correndo sinuosamente le une vicine alle altre, circondano con delicatezza tutta l’area, consentendo allo sguardo di attraversarle e di spaziare sulla campagna che circonda l’hotel.

I portali d’ingresso sono risolti attraverso superfici piene, sempre in acciaio cor-ten, su cui il tema delle onde è interpretato in incisioni, tagli e bassorilievi.

Ed è questo motivo, inconsueto e quasi narrativo, il primo segnale a indicare al visitatore che oltre la recinzione, che già esprime una sua poetica precisa, si troverà in un luogo capace di sorprendere.

Il Mulino Grande tra recupero filologico, design e tecnologia

L’ingresso pedonale all’hotel dalla strada avviene a ovest attraverso alcuni gradini, che scendono costeggiando la curva della roggia Soncina e raccordano il leggero dislivello tra la quota stradale e il piano terreno dell’edificio principale che ospita il mulino. Si è accolti in un alto spazio porticato, rivolto verso la calma del giardino interno. Qui pilastri e muri perimetrali in mattoni a vista, insieme con i coppi che rivestono le falde della copertura, restituiscono intatto il sapore dell’antico edificio produttivo.

Dal porticato una scala esterna sale al ballatoio che conduce alle quattro camere dell’edificio storico, accessibili direttamente dall’esterno. Ma la curva della roggia Soncina attrae subito l’attenzione e prima di entrare all’interno dell’hotel, conduce lo sguardo alle pale metalliche del mulino integralmente recuperato nella sua posizione originaria, a contatto con l’acqua. Oggi può funzionare come una volta grazie al sistema di chiuse adatte a gestire volume e forza idraulica del canale.

Nella piccola reception, si è subito introdotti nell’atmosfera che accompagna tutto l’edificio del mulino, dove il volume originario dei singoli ambienti è stato conservato, così come i materiali dei pavimenti in cotto e pietra. Ogni elemento che è stato necessario rimuovere per ottimizzare le strutture di fondazione e adeguare l’edificio agli standard impiantistici e igienici è stato numerato e catalogato e, a lavori ultimati, è stato ricollocato, opportunamente pulito e trattato, nella posizione originaria.

La luce è modulata da un sapiente progetto di light design, capace di creare comfort visivo e mettere in risalto la bellezza delle strutture lignee originali interamente conservate.

Attraversando poi un affascinante ponte vetrato affacciato da un lato sul mulino, dall’altro sulla roggia Soncina che scorre verso sud, si vive l’esperienza più coinvolgente della struttura ricettiva.

Perché così si arriva nell’area lounge, dove si viene catturati dalla potente bellezza delle tre macine con le enormi ruote in pietra e tramogge di legno. Restaurate in ogni componente meccanico, e magistralmente illuminate, possono essere messe in funzione e produrre ancora oggi farina come ai tempi del Magiono.

Qui la presenza dei materiali naturali originari, associati a elementi d’arredo contemporaneo, ai pochi pezzi e quadri antichi come a foto d’autore del mulino stesso e di soggetti naturali, crea un’atmosfera accogliente e raffinata, enfatizzata dal camino passante posto tra la sala che ospita le macine e il lounge adiacente.

Un ambiente, questo, che, arredato con un divano in pelle, un particolare tavolo ovale in legno che richiama il logo dell’hotel e alcune poltrone color tortora, è in diretta relazione con il bar e introduce al ristorante.

La nicchia che ospita il bar è trattata come un quadro contemporaneo, è rivestita in acciaio cor-ten e crea un campo scuro alle lampade di design, dalla rigorosa forma allungata, sospese una accanto all’altra sul bancone.

Il ristorante Il Magiono

Si accede quindi al ristorante Il Magiono che, dotato anche di un ingresso riservato agli avventori esterni lungo il lato est della recinzione del complesso, può accogliere circa cinquanta ospiti. L’ambiente è definito dalla grande altezza del tetto in legno con cui dialoga il pavimento in rovere scuro composto da doghe dall’originale forma trapezoidale.

Il lampadario sospeso domina lo spazio con la sua presenza volutamente fuori scala, creando insieme con i lineari elementi d’arredo in legno un’atmosfera ricercata e piacevole.

Le tende chiare che schermano le finestre verso il giardino richiamano, come già la recinzione, l’andamento delle onde grazie a particolari cuciture longitudinali.

Il Magiono si estende all’aperto con un pergolato in ferro dal rigoroso disegno geometrico che guida lo sguardo verso l’orto- giardino a servizio della cucina e, più oltre, verso il Castello di Cusago.

La cucina del ristorante è uno spazio con grandi vetrate che offrono dalla via per Cisliano e dal giardino la visione dello spazio di lavoro interno, dotato di un’efficiente attrezzatura in acciaio in grado di rispondere alle esigenze di ogni chef.

Suite e camere: strutture tradizionali, colori rinascimentali per un design contemporaneo

Dal porticato la scala esterna, protetta dalla falda del tetto, sale parallelamente alla facciata principale e raggiunge il ballatoio su cui affacciano le quattro suite dell’edificio del mulino. Il parapetto delle scale e del ballatoio esterno è realizzato su disegno con tondini in ferro composti in varie inclinazioni a raccontare, con la medesima poetica delle onde della recinzione, il movimento delle spighe del grano che fornivano la materia prima da macinare al Mulino.

Tre suite sono dotate di un soppalco riservato alla zona soggiorno, mentre la suite più ampia, organizzata su un piano solo, ha una grande area living, adatta anche a diventare sala riunione, e una palestra personale.

Le camere sono rese molto accoglienti dalla presenza del tetto ligneo originario lasciato a vista, su cui si aprono alcuni lucernari per dare luce alle zone soppalcate. Le pareti delle camere, finite con grassello di calce chiara, fanno da sfondo agli arredi in legno di cedro, mentre i pavimenti sono rivestiti con il legno recuperato dalle strutture dell’edificio demolito, opportunamente bonificato e reso in doghe.

I bagni, dotati di aria e luce naturale, sono arredati con sanitari di gusto contemporaneo, ampie superfici a specchio e docce emozionali caratterizzate da porte a tutta altezza in cristallo satinato e rivestimenti interni in beola bianca. I pavimenti in cemento colorato in pasta dialogano con le diverse nuance delle pareti, trattate con una particolare finitura adatta agli ambienti umidi.

Le tonalità dei bagni, dal bianco al rosso, dal blu petrolio al grigio, sono riprese dai colori del rivestimento tessile dei letti e degli imbottiti.

L’acciaio cor-ten continua il suo ruolo di materiale guida ed è utilizzato nelle soglie, su cui è inciso il numero della camera, nel rivestimento delle porte dei bagni a tutta altezza, nelle lunghe maniglie degli armadi, nelle scale interne, nei parapetti, nei ripiani di camere e bagni nonché associato con piani a specchio in alcuni tavoli, consolle e comodini realizzati sempre su disegno di Antonella Tesei.

Materiali e finiture offrono così un alternarsi di tonalità chiare e scure che guardano al cromatismo dei quadri del Cinquecento. Un “chiaroscuro” enfatizzato sia dalla luce naturale, che penetra dalle numerose aperture, sia da quella artificiale che accosta ad alcuni corpi illuminanti di design un’illuminazione tecnica integrata agli elementi strutturali.

Il nuovo edificio

Camere e suite proseguono nell’edificio costruito ex novo rispettando volume e tipologia preesistente che si trova più internamente all’area. Le camere sono tutte accessibili direttamente dall’esterno sia al piano terreno a diretto contatto con il giardino, dove si trovano anche le camere adatte ai portatori di handicap, sia al primo piano, cui si accede attraverso scala e ballatoio realizzati in legno di rovere.

Le spaziose quattordici camere sono tutte diverse le une dalle altre ad eccezione di sei caratterizzate da un’originale e funzionale soluzione di bagno in linea “passante”, accessibile cioè dai due lati opposti, e dotato di doccia e vasca. Tre suite offrono agli ospiti soggiorno e soluzioni per il bagno spazialmente molto articolate. Le scelte d’arredo delle camere dell’edificio storico sono qui riproposte e le tonalità avorio, rosso, grigio e blu petrolio si ampliano a comprendere beige, bordò e marrone, mentre i pavimenti sono in legno di rovere o in grès colorato.

Le camere si affacciano a est sul Fontanile Cristina che, alimentato da una sorgente poco distante, è circondato dalla vegetazione rigogliosa e caratterizzato dalla limpidezza dell’acqua.

Un albero scultura come simbolo dell’attenzione all’ambiente

La facciata dell’edificio nuovo rivolto a ovest è stata trasformata da semplice fronte cieco a cornice di uno spettacolare albero scultura che s’inerpica con i suoi rami, interpretati dalle linee grafiche di profili in cor-ten, fino al colmo del tetto. Si tratta di una sorta di totem di forma archetipa, che rappresenta il tributo che Hotel Mulino Grande offre alla natura del Parco Sud.

Perché l’attenzione all’ambiente nel nuovo hotel è totale sia nella scelta dei materiali rigorosamente naturali, che, quando non sono oggetto di recupero dell’esistente provengono da zone produttive lombarde, sia nelle fonti energetiche rinnovabili utilizzate come nelle scelte delle essenze per il giardino.

Dall’energia dell’acqua all’energia della Terra

Se l’energia idrica ha sostenuto la vita del Mulino Grande in passato, oggi la climatizzazione del complesso si affida a un'altra fonte di energia rinnovabile: l’energia geotermica. L’energia cioè che sfrutta il calore della Terra, inesauribile e costantemente disponibile.

Il trasferimento dell’energia termica dal sottosuolo avviene tramite appositi scambiatori di calore inseriti nel terreno. Modulando opportunamente la temperatura di trasferimento con una pompa di calore geotermica, è possibile riscaldare e rinfrescare gli ambienti dell’hotel senza alcuna combustione e quindi senza produrre alcun tipo d’inquinamento. Inoltre l’hotel risponde all’attuale normativa in tema di risparmio energetico attraverso l’adozione di pannelli solari destinati a contribuire al riscaldamento dell’acqua sanitaria.

L’adozione di pannelli radianti a pavimento nelle sale comuni e nella zona umida della Spa, associata a una gestione delle temperature dei diversi ambienti attraverso l’adozione di sistemi di controllo computerizzati, consente inoltre di limitare al massimo i consumi.

Volumi interrati e giardini ipogei: Spa e sale meeting

L’energia geotermica è fondamentale per gestire la climatizzazione della Spa e delle sale meeting che si trovano nel volume interrato, lungo la fascia nord dell'area, e prendono luce e aria dai giardini ipogei scavati negli spazi aperti.

La Spa è dotata di sauna, bagno turco, docce sensoriali, cascata di ghiaccio, sala relax, cabina estetica e palestra.

Si tratta di ambienti sobri ed eleganti giocati sulle tonalità tortora e grigio e sull’atmosfera rilassante creata dalla luce proveniente dai giardini ipogei e dal ricercato sistema d’illuminazione.

Le due sale meeting calibrate per accogliere circa settanta persone, sono attrezzate con tutti gli impianti audiovisivi adatti a ospitare incontri, come vere e proprie sessioni di lavoro.

Negli spazi interrati si trovano anche gli spogliatoi per i dipendenti dell’hotel, alcuni depositi e i locali tecnici.

Un Mulino dal cuore verde

Gli spazi del giardino, progettati dallo studio AG&P, partecipano allo spirito generale che si respira all'Hotel Mulino Grande e, pur adeguandosi alle necessità funzionali, recuperano l’atmosfera quieta e protetta dei giardini cinquecenteschi.

La piantumazione mantiene una relazione visiva con l’intorno e verso sud est inquadra la vista verso il Castello di Cusago. Il percorso della roggia Soncina che attraversa il complesso e poi prosegue verso sud è godibile anche dall’esterno. Il fontanile Cristina è trattato in modo naturalistico e una vegetazione tipica delle sponde dei corsi d’acqua, offre alle camere del corpo ricostruito un affaccio piacevole e protetto dall’intorno abitato.

All’interno del giardino una ricca vegetazione di essenze autoctone e tradizionali, quali ad esempio l’Ontano nero, il Tiglio nostrano, il Salice delle ceste, il Platano e il Gelso nero, s’integra con le qualità naturali Parco Agricolo Sud Milano e costruisce sia i percorsi che uniscono i vari ambienti dell’hotel, sia i piacevoli spazi di sosta come il porticato del Mulino o il pergolato del Ristorante Il Magiono.

Se all’adozione delle siepi di Bosso, cui è affidato il disegno delle aiuole, richiama l’arte dei giardini lombarda e italiana, la radice agricola del territorio è raccontata dai meli e peri che incorniciano l’ingresso al ristorante e dall’orto-giardino (ortaggi, piante aromatiche, ecc.) dove lo chef può trovare quanto necessario alle sue ricette. Nelle pavimentazioni tornano i materiali della consuetudine costruttiva della tradizione lombarda, come la pietra e il cotto uniti a contenuti inserimenti di materiali tradizionali, quali il legno e il metallo.

L’illuminazione esterna, realizzata con corpi illuminanti dall’altezza contenuta, segna passo e alcuni proiettori per mettere in risalto gli elementi architettonici e naturali, crea una visione notturna dell’Hotel Mulino Grande particolarmente suggestiva: che rende difficile credere di essere tanto vicini a Milano.

Press
info progetto architettonico Antonella Tesei

Monica Racic Comunicazione

cell.+39 335256797

monica@monicaracic.com

Località
Cusago (MI)
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    Edificio del mulino del XVI secolo; Restauro Conservativo e nuovo progetto per nuova destinazione ricettiva.

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    Zona lounge

    piano terra

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    Sala delle tramogge

    piano terra

    edificio storico

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    Bagno camera 10

    piano terra

    edificio oggetto di demolizione e ricostruzione

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    Hotel Mulino Grande

    Suite 03 - vista dalla zona letto

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    Hotel Mulino Grande

    Suite 03 - vista zona letto e soggiorno privato

    piano primo

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    Sala del ristorante Il Magiono

    piano terra

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    Ingresso SPA con giardini ipogei

    piano interrato

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    Vista d'insieme del giardino e degli edifici del complesso

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