The Number 6 di Building | homify
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The Number 6

Il progetto di recupero e valorizzazione è stato condotto da Building Engineering: un radicale e prestigioso intervento di rifunzionalizzazione di un edificio storico, dopo un secolo in cui restauri precedenti avevano determinato l’allontanamento dall’originaria vocazione di abitazione, a favore dell’insediamento di attività legate ai servizi e al terziario. Le scelte stilistiche di Building sono state finalizzate alla riappropriazione della vocazione originaria del palazzo, evidenziandone la connotazione di edificio residenziale, unita alla volontà di aprire alla città lo spazio privato della corte, allestendola con un intervento artistico che evidenziasse i suoi punti forti: la luce e il verde. Gli interventi condotti per la realizzazione di 36 appartamenti sono stati progettati nel rispetto del disegno originario, degli elementi storici ancora leggibili e conciliandoli con soluzioni d’avanguardia al fine di limitare l’impatto ecologico del fabbricato. Volontà della committenza è stata la realizzazione di un corpus di opere d’arte che conciliasse gli interventi architettonici con un allestimento scenografico e artistico volto a dare un valore aggiunto agli spazi rendendoli fruibili alla cittadinanza. A tal fine, di concerto con gli enti di Tutela, si è intrapreso un percorso di ricostruzione suggestiva ed evocativa dei luoghi perduti. Nel recupero della corte interna di via Alfieri, è stata ideata la riproposizione dell’originario giardino seicentesco, trasponendo nelle due dimensioni, orizzontale e verticale, un disegno di ciottoli, luci ed essenze vegetali. Il giardino barocco, rievocato nell’istallazione “Il Giardino Verticale” dell’artista Richi Ferrero, è sospeso all’interno della corte del palazzo in un gesto romantico che si realizza nello spazio aereo del cortile. Il segno sospeso, l’albero, narrativo e contemporaneo, fortemente evocativo, appartiene alla storia del luogo e rinnova lo stupore nella visione quotidiana di chi in quel palazzo ci vive e resta scolpito nella memoria dei visitatori. L’opera dialoga nel suo sviluppo orizzontale con le ringhiere dei lunghi balconi e con una moltitudine di vasi ornati da essenze sempreverdi ricadenti. Ciascun vaso è servito da un impianto automatico d’irrigazione e da due luci montate su braccetti semirigidi che lo illuminano. L’illuminazione, computerizzata, degli elementi, dalla pavimentazione del cortile ai vasi, compone un unico quadro espressivo.

Località
Torino

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