Edificio residenziale BRANCACCI di Alessandro Luigini ARCHITETTO | homify
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Edificio residenziale BRANCACCI

L’intervento si colloca all’interno di un area in via di riqualificazione tramite gli interventi isolati di imprese immobiliari che hanno la forza economica per operare la sostituzione edilizia con nuovi interventi residenziali e commerciali, ma in mancanza di un progetto unitario di matrice pubblica. La dimensione del progetto, però, e la sua collocazione in una via secondaria rispetto l’importante arteria direttrice di Viale Bovio, tratto urbano della Strada Statale Adriatica n°16, conferiscono a questo edificio un carattere esclusivamente architettonico, senza nessuna possibilità di influire sull’intorno urbano se non con la sua presenza qualificante. In uno scenario del genere ci siamo posti l’obiettivo di trovare un programma compositivo, in parte volutamente autoreferenziale, che rispondesse alle contingenze del sito – un lato dell’edificio fronte strada e un altro completamente cieco – ma che, soprattutto, avesse la forza e la chiarezza di una dichiarazione di intenti: per questo abbiamo voluto declinare, con una didascalica causticità, la triade vitruviana Firmitas, Utilitas e Venustas in tre volumi distinti in cui il carattere predominante discendesse direttamente da una singola voce della triade. Così il basamento in cemento a vista, per la Firmitas, il volume in pietra, per la Utilitas, e il cubo apollineo in intonaco bianco, per la Venustas, formano tre porzioni dell’edificio rendendolo articolato sotto l’aspetto volumetrico e materico e, quindi, ricco di scorci in continuo mutamento: in effetti non c’è porzione di superficie dell’edificio che possa essere affiancato per similitudine a un’altra e tutti gli elementi che compongono questo insieme articolato si susseguono come in uno storyreel di un film. Sequenze armoniche di prospettive in successione.

FIRMITAS. Il basamento, alto 6 metri e incastrato nel terreno alla quota di 3 metri sotto il suolo, è in cemento armato a vista, realizzato con tecnologia ad hoc che riporta come tema superficiale il segno dei casseri con l’ammorsamento passante. Contiene tutti i box auto, sia pertinenziali che non, sia nel livello interrato che al piano terra e regge sia strutturalmente che compositivamente i due volumi residenziali sovrastanti.

UTILITAS. Il volume in pietra è rivestito in ardesia rossa brasiliana tagliata a spacco e con formati di varie altezze a correre. La ricerca della irregolarità nella posa è dovuta alla volontà di garantire al volume un carattere materico quanto più naturale possibile, che in qualche modo si distacchi e trovi reciproca sottolineatura con i parapetti in vetro autoportante – per ottenere il minimo impatto visivo possibile – e i carter in zinco-titanio delle terrazze aggettanti: il naturale e l’artificiale, il grezzo e il rifinito, la variabilità e l’esattezza del prodotto industriale. Dicotomie che rendono più forte il carattere materico del volume.Il volume in pietra ha un assetto dinamico che si adatta alle condizioni di contorno del lotto per ogni singola facciata: la prima completamente cieca a confine con il lotto prospicente, la seconda fronte strada si comincia a sfaldare, ad aprire come sotto l’influenza delle brezze che di notte tornano verso il mare – non direttamente visibile ma molto vicino –, a dichiarare con le logge il suo interno cavo, mentre la terza è completamente sfaldata, con alcune “schegge” che si aprono con la duplice funzione di limitare l’introspezione – la zona è molto trafficata e i generosi terrazzi sarebbero altrimenti poco riservati – e a captare la luce solare proveniente da sud. Lo sfaldamento del volume esterno continua anche all’interno dell’edificio in un vuoto a tutta altezza che rende l’intero appartamento duplex fronte strada un continuum spaziale con la loggia esterna. Questo vuoto interno è estradossato sulla facciata principale con una teca sporgente, evidentemente disassata rispetto al filo dei solai per dichiarare la sua estraneità alla matrice travi-pilastri tramite cui di consueto sono organizzati i prospetti gli edifici limitrofi.In questo modo l’elemento figurativo principale – lo sfaldamento verso il est del volume in pietra – si configura come una diretta rappresentazione delle funzioni architettoniche e urbanistiche che quella parte di edificio soddisfa.

VENUSTAS. Il volume in pietra ha però un trattamento superficiale: quando è scavato dalle logge rivela il suo interno in intonaco bianco. Per contro, il volume bianco, è scandito da alcune logge sovrapposte, dalle bucature verso sud e da un segno lungo quasi tutta la facciata che come un graffio rivela invece l’interno del volume, la sua sub superficie che è proprio in ardesia rossa: l’inversione tra i due materiali rappresenta, in un certo senso, il rapporto biunivoco che c’è tra funzione e bellezza, due caratteri che coesistono e che prendono il sopravvento l’uno con l’altro solo in base alla prospettiva da cui si osserva.

ENVIRONMENT. Nel concept del progetto sono contemplati alcuni aspetti che rendono l’edificio efficiente dal punto di visto energetico: tutti i materiali di finitura, i collanti e gli impregnanti delle parti in legno sono naturali e mantengono la completa riciclabilità a fine vita dei materiali quali legni, pietra e alcune parti in laterizio; l’ottimizzazione della luce naturale anche tramite la captazione della luce diurna tramite le “schegge” del prospetto est a vantaggio delle unità abitative esposte a nord; l’involucro a bassa trasmittanza insieme alla autoproduzione energetica (fotovoltaico e solare termico) e l’utilizzo di illuminazione LED (tutta la illuminazione esterna consuma meno di 100W) portano la richiesta energetica dell’edificio tra i 35 e i 38 KWh anno/mq.

Località
Pescara
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