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VOLUMI ORGANICI ATTORNO AD UNO SPAZIO RACCOLTO

Casa massiva a basso consumo energetico studiata secondo i principi del Feng Shui.

La villa monofamiliare “Cà 75 Rose” è un edificio a basso consumo energetico che sorge nella pianura veneta caratterizzata dalla presenza, anche storica,del fiume Piave.

Climaticamente San Donà di Piave (alt. 3 mt. s.l.m. , LAT 45°37’49’’. LONG 12°34’00’’) è inserita, nella divisione climatica italiana degli architetti Los e Pulitzer, nella zona a “clima Padano” caratterizzato da inverni freddi nebbiosi e estati calde ed umide e nella fascia climatica E del D.L. 311/2006.

L’edificio è costituito di due piani fuori terra e di uno interrato.

Il problema più difficile da risolvere in modo “passivo” nel clima caldo umido di questa zona della pianura padana è stato quello della riduzione dell’umidità dell’aria. Questo problema risulta risolvibile solo tramite una buona areazione naturale o forzata.

Qui, infatti, la difficoltà principale è data dal caldo eccessivo, aggravato dal fatto che non solo la temperatura dell’aria è elevata ma anche la sua umidità, quindi l’effetto raffrescante dell’evaporazione è limitato.

In questa zona la copertura ha la stessa importanza del pacchetto murario, che deve garantire il “volano termico” interno, e il movimento dell’aria rappresenta l’elemento compensatorio fondamentale : lo studio planimetrico, perciò, oltre ad essere influenzato dai principi del Feng Shui e dalla necessità di proteggersi anche dal freddo invernale, è congegnato per favorirne il flusso mediante la creazione di grandi aperture.

In base a queste considerazioni preliminari, alle informazioni ricevute dall’analisi Feng Shui professionale chiamata Xuan Kong Fei Xing ( studio delle energie sottili nello spazio/tempo) ed alle necessità distributive del committente abbiamo scelto una pianta a C compatta con un semipatio centrale, esposizione sud/nord ed una costruzione massiva.

La scelta della planimetria come studio bioclimatico

Nell’impianto planimetrico di progetto, a nostro avviso, convivono aspetti funzionali fondamentali a garantire un guadagno passivo in entrambe le fasi estreme estate-inverno.

Si può definire pianta a “semi  patio” in quanto le dimensioni del lotto non erano tali da consentire una pianta a corte con porticato affacciato allo spazio centrale.

Due sono gli aspetti che contraddistinguono l’impianto : da una parte la compattezza dei volumi e la “massività” degli involucri, dall’altra il concetto di cavità, di spazio vuoto centrale che diventa l’elemento unificatore dell’edificio e che consente la regolazione climatica di tutto l’organismo casa.

La pianta a C permette una valida protezione dai venti freddi invernali che in queste zone soffiano da nord-nord/est. La parete nord, di spessore superiore e priva di aperture si configura come la schiena (la Montagna per il Feng Shui nel modello di sito ideale) dell’intera struttura. Lo spazio centrale vuoto, su cui affacciano una camera/studio, il soggiorno e il pranzo,  favorisce un microclima invernale più mite essendo chiuso in se stesso e sfruttando l’apporto solare passivo con l’apertura a sud. Di tale microclima ne traggono un autentico beneficio le pareti dei suddetti locali con la conseguente riduzione di fabbisogno termico per il riscaldamento.

Il lucernario posto sulla falda sud dell’impluvium garantisce, in questa stagione, l’irraggiamento della parete nord del soggiorno a doppia altezza.

In estate, invece, lo spazio interno si dilata e si appropria del patio facendolo diventare luogo vivibile e, dalle prime ore del pomeriggio, la zona più ombreggiata della casa influenzando positivamente i locali che si affacciano su di esso.

Lo spazio retrostante il patio sull’asse sud/nord, cioè il soggiorno a doppia altezza, mediante il lucernario apribile e schermato diventa un “camino di ventilazione” offrendo alla casa il massimo della ventilazione naturale.

Tutte le aperture del piano terra sono schermate con dei brise soleil in legno scorrevoli, la cui densità è stata calcolata per garantire, nei mesi di maggior irraggiamento solare, che i raggi solari non raggiungano le vetrate pur lasciando ampia visuale verso il giardino dall’interno.

Per utilizzare anche il raffrescamento dovuto all’evaporazione è stato collocato uno specchio d’acqua con fontana nei pressi del patio (la propiziatoria Cintura di Giada per il Feng Shui).

Il sistema costruttivo e i materiali – Muratura

I materiali utilizzati sono tutti ecologici, naturali e garantiscono un elevato comfort abitativo.

La necessità primaria di difendersi dal caldo umido estivo e la volontà di ottenere una muratura ad alta capacità termica che consentisse di immagazzinare/rilasciare il calore solare, o prodotto dalle fonti artificiali, e che fungesse da regolatore dell’umidità ci ha fatto scegliere un sistema costruttivo “monolitico” in grado di garantire il dovuto isolamento termico invernale con una buona capacità di sfasamento termico e di inerzia termica.

Per la platea e le pareti dell’interrato, adibito a centrale termica, sala wellness e cantina, è stato utilizzato un calcestruzzo certificato privo di pozzolane, ceneri volanti, fumo di silice e loppa di alcuna provenienza ( Calcestruzzi Mosole).

Oltre l’impermeabilizzazione esterna è stato eseguito un isolamento mediante camera d’aria, pannelli in fibra di legno, distanziati da moraletti in legno e foratina in termolaterizio. L’intonaco, in calce e cocciopesto, garantisce un’ottimo comportamento in caso di umidità.

La muratura portante, è stata realizzata a due teste in blocchi di laterizio microporizzato con farina di legno Termofon della ditta Bampo, allettata con malta termica in calce idraulica e cocciopesto.

Esternamente è stato posto in opera un termointonaco a base di calce idraulica, cocciopesto e perlite, mentre all’interno l’intonaco è composto di calce aerea, calce idraulica e coccio pesto entrambe della ditta Heres.

La composizione principale delle pareti è pertanto di argilla cotta, e ciò garantisce un’adesione chimica e non meccanica degli strati di intonaco al supporto murario : non essendoci isolanti termici nè all'esterno nè all'interno della muratura, vengono quindi esaltate le prestazioni di traspirazione, inerzia termica ed assorbimento dell' energia gratuita passiva, caratteristiche necessarie per un ottimo comfort interno.

Il sistema costruttivo e i materiali – Solai e copertura.

Per solai e coperture è stato utilizzato legno di abete spazzolato e trattato con impregnante e finitura cerata della ditta Solas.

I solai interpiano sono costituiti da travi e perline con un tavolato di playwood che funge da irrigidimento della struttura, per un totale di 5 cm di materiale ligneo. Una membrana antivapore e antipolvere (Tyvek Primo - Celenit) ha costituito il fondo di posa per le tubazioni degli impianti e il riempimento, per circa 8 cm, è stato eseguito con un impasto di calce idraulica (ditta Tassullo) e sughero in granuli.

Il successivo pacchetto dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante ( ditta RDZ) è composto da carta kraft, pannello isolante in fibra di legno e massetto in calce idraulica (ditta Tassullo).

La copertura è caratterizzata da un tetto ad impluvium e da una parte meno inclinata dove sono stati collocati i pannelli fotovoltaici.

La struttura principale è costituita da travi principali in legno lamellare mentre le secondarie sono massicce. Il pacchetto di copertura, come per i solai, prevede perline e tavolato in playwood (5 cm.), membrana antivapore, isolamento in fibra di legno (12 cm.), pannello in lana di legno mineralizzata (Celenit N da 3 cm.), guaina antipioggia (Tyvek Universal Primo -Celenit), camera d’aria e coppi in laterizio (Sistema Jolly – Cotto di Possagno).

I sistemi di controllo solare

Il controllo dell’irraggiamento solare è un elemento molto importante della progettazione bioclimatica in quanto è volto a garantire durante la stagione fredda l’apporto solare passivo e durante quella calda la protezione dal surriscaldamento.

L’impianto planimetrico non consentiva l’uso di un porticato per ragioni di dimensioni per cui abbiamo optato per la creazione di brise soleil in legno.

Al piano terra la protezione solare è data da schermi scorrevoli che garantiscono un filtro efficace e contemporaneamente una libertà visiva dall’interno verso il giardino, nonché creano un senso di protezione nelle ore serali in quanto, dotati di serratura, costituiscono una prima chiusura.

Al piano primo tutte le finestre sono ombreggiate dai brise soleil orizzontali che percorre tutto il lato sud dell’edificio, e solo ad ovest da uno scorrevole come al piano terra.

I vetri utilizzati negli ampi serramenti sono basso emissivi con una fattore di trasmissione luminosa del 75% e un fattore solare  del 59%.

L’impianto geotermico, solare termico e fotovoltaico.

La filosofia pensata per questa residenza è stata quella dell’autonomia energetica.

L’impianto geotermico, accoppiato agli scambiatori di calore, alimentato da un sistema fotovoltaico, che raggiunge i 5,16Kwp, integrato da pannelli solari termici per 10 mq, permette all’edificio di essere autonomo per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.

L’impianto è del tipo ad irraggiamento, realizzato con pannelli radianti annegati a pavimento per riscaldamento e raffrescamento; la deumidificazione dei locali, indispensabile per prevenire la possibile formazione di condensa, viene ottenuta con deumidificatori localizzati alimentati dall’acqua refrigerata proveniente dai circuiti dei pannelli radianti.

La fonte di produzione dell’energia è costituita da una pompa di calore di tipo reversibile alimentata da sorgente geotermica con circuito a perdere (acqua di pozzo). Tale sorgente di produzione di calore in regime invernale e di acqua refrigerata in regime estivo  si configura come fonte privilegiata, in quanto utilizza valori di C.O.P. (rendimento invernale) ed E.E.R. (rendimento estivo) notevolmente superiori a quelli dei sistemi tradizionali costituiti da caldaia a gas a condensazione e gruppo refrigeratore raffreddato ad aria.

Si può stimare che circa il 70% dell’energia resa all’abitazione venga prelevata dal terreno, e la rimanente quota del 30% prelevata dall’esterno sotto forma di energia elettrica.

Tutte le componenti dei pannelli radianti, fatta esclusione per la sola tubazione, sono stati scelti con attenzione alla bioarchitettura: il pannello isolante di base è in fibra di legno, la striscia perimetrale in canapa.

L’acqua calda sanitaria è garantita nella maggior parte dell’anno dai soli pannelli solari e a monte dell’impianto è stato posizionato un vitalizzatore d’acqua (Grander – U.V.O. Italia) .

La tecnologia originale Grander è una tecnologia basata sulla trasmissione delle informazione. All’acqua non viene né aggiunto né tolto nulla. La singolarità consiste nel fatto che l’acqua vitalizzata in questo modo acquisisce delle proprietà che in natura solo poche acque mostrano possedere: nell’acqua si forma una struttura particolarmente forte tale da renderla resistente agli agenti esterni.

Questi i principali effetti riscontrati:

- miglior sapore;

- maggior conservabilità dell’acqua;

- accresciuto desiderio di bere acqua

- sapore più naturale dei cibi

- piante più rigogliose;

- sorprendente bellezza dei fiori

- minor uso di detergenti e detersivi, ecc.

Il recupero delle acque piovane

È stato posizionato un serbatoio per la raccolta delle acque piovane che servirà per l’irrigazione del giardino e per gli usi esterni. Anche nella cisterna è stato posto un cilindro vitalizzatore dell’acqua ed il giardino già ne risente positivamente, così come gli animali che si fermano e si abbeverano con quest’acqua.

Emenegildo Anoja architetto

(www.globarch.it)

Curriculum

La progettazione dell’edificio è stata curata dallo studio Globarch – Architettura Integrale di Treviso fondato dell’architetto Ermenegildo Anoja, con la collaborazione dell’architetto Francesca Barea, Tecnico Bioedile ANAB.

La filosofia che anima lo studio è quella di utilizzare varie discipline come la Bioarchitettura, la Bioclimatica, il Feng Shui e la Geobiologia, al fine di progettare luoghi che siano sintesi di uno “spazio esistenziale”, che possano aiutare l’uomo a ristabilire un proprio “equilibrio naturale” e che contengano soluzioni costruttive rispettose per l’ambiente e mirate al risparmio energetico come proposto dalla architettura bioecologica e rese popolari dalla certificazione Casa Clima.

L’intento principale è quello realizzare spazi per vivere, lavorare, rilassarsi o divertirsi che allo stesso tempo siano un gesto di rispetto verso la Natura e verso le generazioni future.

Ermenegildo Anoja, architetto, si laurea allo IUAV di Venezia nel 1990 con una delle prime tesi interdisciplinari in Progettazione Ambientale.

Si occupa di architettura bioecologica (ANAB mod. A) ed arredamento di interni nel suo studio di Treviso.

Uno dei suoi interessi principali è il Feng Shui, con formazione presso la Scuola Italiana di Architettura Feng Shui di Verona, col maestro Howard Choy di Sidney, con il Prof. Wang Yude della Huazhong Normal University, Wuhan, Cina e con Claudio Melloni dell'Istituto Uruguayano di Feng Shui.

Negli ultimi 10 anni ha approfondito lo studio esperienziale relativo all'Essere Umano presso l'Integral Being Institute diretto da Avikal Costantino e con Rafia Morgan.

Nel 2005 ha conseguito uno dei primi diplomi in Feng Shui rilasciati da un università cinese dopo la rivoluzione culturale, presso la Huazhong Normal University, Wuhan, Cina.

E’ consulente Feng Shui, docente della Scuola Italiana di Architettura Feng Shui di Verona e collabora con la rivista internazionale Feng Shui News di Londra.

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    corte e specchio d'acqua

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    schermi divisori

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    doppia altezza

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