Sostituzione Caldaia: Normativa e Detrazioni

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Sostituzione Caldaia: Normativa e Detrazioni

Alberti Laura Anna Maria Alberti Laura Anna Maria
Caldaie e Condensazione e Pompe di Calore come ottenere l’iva agevolata: Case in stile  di Tucommit
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Per il 2018, la Legge di Bilancio ha permesso ai cittadini italiani di usufruire di importanti bonus, soprattutto per le spese di riqualificazione energetica. In particolare, ha permesso di ottenere la detrazione per la ristrutturazione e per la sostituzione della caldaia all'interno della propria abitazione.

Tuttavia, se negli anni precedenti gli interventi di riqualificazione energetica di un edificio erano detraibili al 65%, nel 2018 la detrazione è scesa al 50%. Questo per quanto riguarda l'installazione di isolanti, di impianti di climatizzazione, fotovoltaici e solari-termici, ma anche la sostituzione di infissi e di una caldaia tradizionale con una a condensazione o a biomassa.

In questo articolo vedremo come funziona la detrazione per la sostituzione della caldaia nel 2019, e in cosa consiste nello specifico.

Detrazioni al 65%, al 50% o allo 0%

Caldaia a Condensazione Tucommit: Case in stile  di Tucommit
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Caldaia a Condensazione Tucommit

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La detrazione per la sostituzione della caldaia, dall'Agenzia delle Entrate è stata confermata anche per il 2019. Non solo: oltre che confermata è stata anche rinnovata nella forma e nella sostanza.

La Manovra 2019 prevede infatti che la percentuale detraibile sia strettamente legata all'efficienza della nuova caldaia che si andrà ad installare.

Fino al 31 dicembre 2019, la detrazione per la sostituzione della caldaia avverrà infatti con percentuali variabili: lo sconto IRPEF sarà dal 65% per chi andrà a sostituire l'impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione di classe A unita a sistemi di termoregolazione evoluti, del 50% per chi installerà invece una caldaia di condensazione di classe A senza valvole. Se la nuova caldaia dovesse invece essere di classe B o inferiore, la detrazione IRPEF sarà pari allo 0%.


Come avviene la detrazione

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Caldaie e Condensazione e Pompe di Calore come ottenere l’iva agevolata

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Ma come avviene, la detrazione per la sostituzione della caldaia? Il pagamento dovrà avvenire con le modalità che la legge prevede per l'Ecobonus, e quindi con un bonifico parlante. Un bonifico, questo, in cui bisogna prestare una particolare attenzione sia ai dati da inserire che alla causale, in cui è indispensabile indicare il riferimento normativo per ogni tipologia di bonus per la quale si sostengono i relativi pagamenti.

Si tratta di uno dei pochi metodi di pagamento che permette di tracciare sia i dati del destinatario che del contribuente che ha effettuato il pagamento, ed è obbligatorio per i contribuenti che non siano titolari di reddito d'impresa.

Lo sconto IRPEF verrà suddiviso in 10 quote di pari importo, e ogni quota dovrà essere dichiarata – a partire dall'anno successivo a quello della spesa – nella dichiarazione dei redditi. Per cui, se si intende usufruire della detrazione per la sostituzione della caldaia nel 2019, bisognerà dichiararlo a partire dal 2020.

Detrazione al 65%: ecco come ottenerla

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Ma come la si ottiene, al 65%, la detrazione 2019 per la sostituzione della caldaia? Semplicemente, scegliendo una caldaia a condensazione di classe A+ e chiedendo l'installazione di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VII o VIII, e di impianti dotati di apparecchi ibridi che – oltre alla cadaia a condensazione – montino anche una pompa di calore integrata. Ma, detraibili al 65%, sono anche i generatori d'aria calda a condensazione.

Per chi sostituisce il suo impianto di climatizzazione invernale con la sola caldaia a condensazione di classe B, lo sconto IRPEF previsto è invece del 50%. Questo perché l'obiettivo del Governo è spingere i cittadini a installare impianti dalla più elevata efficienza energetica possibile. Motivo per cui ha esteso le detrazioni anche alle spese d'acquisto e di posa in opera di finestre e infissi e schermature solari.

Le spese ammesse in detrazione

Le spese che che rientrano nella detrazione per la sostituzione della caldaia durante una ristrutturazione sono diverse, e riguardano sia i costi sostenuti per i lavori di efficientamento energetico che i costi delle prestazioni professionali a questi collegati. Tipicamente, tra i suddetti costi avremo: lo smontaggio e la dismissione dell'impianto di climatizzazione invernale ormai obsoleto, la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettroniche ed elettriche relative al nuovo impianto e le opere idrauliche e murarie richieste.

Detraibili sono poi, oltre agli interventi che riguardano direttamente il nuovo generatore di calore (e quindi la nuova caldaia a condensazione), anche gli interventi che hanno per oggetto la rete di distribuzione, i sistemi di trattamento dell'acqua, i dispositivi di controllo e di regolazione e i sistemi di emissione.

Ecco dunque che, qualora insieme alla nuova caldaia si andassero ad installare nuovi termosifoni con apposite valvole di termoregolazione, anche le spese di tali valvole potranno essere oggetto di detrazione.

Il caso della stufa a pellet

 Stufa a pellet: cosa bisogna sapere prima di acquistare: Case in stile  di Tucommit
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Stufa a pellet: cosa bisogna sapere prima di acquistare

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E se volessimo invece installare una stufa a pellet, magari in soggiorno? Anche nel 2019, si avrà diritto alla detrazione. A patto che vengano rispettati alcuni requisiti (come comunicato dall'Agenzia delle Entate): innanzitutto, la stufa dovrà essere installata da un tecnico qualificato, che si autorizzato a rilasciare il certificato di conformità relativo alle capacità termiche del prodotto; inoltre, il pagamento dovrà avvenire secondo le modalità previste dall'Econobonus, e quindi con bonifico parlante bancario o postale.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, dovrà essere trasmessa all'ENEA la dichiarazione del produttore circa le capacità termiche della stufa a pellet installata. Per ottenere poi la detrazione al 65% o al 50% (in 10 quote annuali di pari importo), bisognerà presentare tutta la documentazione relativa al prodotto – compresi certificato di conformità e prova del bonifico – al CAF, al commercialista o a chi presta assistenza fiscale.

All'interno del bonifico parlante, bisognerà inserire come causale l'art. 16-bis DPR 22 dicembre 1986 n.917 per i lavori di ristrutturazione edilizia, se la detrazione di cui si andrà ad usufruire è del 50%; se è invece del 65%, la dicitura è quella di lavori di riqualificazione energetica ai sensi dell'art. 1, commi 344-347, legge n. 296 del 27 dicembre 2006.

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