Come vivere e lavorare a casa

Guido Musante Guido Musante
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Si fa presto a dire: “casa”. Lo spazio abitato si è trasformato negli ultimi anni in maniera impressionante, mutando i codici genetici, rendendosi sempre più simile a una piattaforma multi livello sulla quale transitano e interagiscono tra di loro le attività più disparate. sicuramente la rivoluzione di maggiore entità che ha interessato la casa negli ultimi anni è stata la sua mutazione in luogo di lavoro, oltre che di vita.

La pratica del lavoro a distanza, già teorizzata negli anni Sessanta ha assunto una dimensione consolidata negli ultimi anni, grazie soprattutto alla diffusione e al potenziamento delle reti internet, dei computer portatili, di cellulari e smartphone. In senso più esteso si può dire che si è verificata una sorta di osmosi: mentre gli uffici veri e propri si trasformavano sempre più in luoghi accoglienti e confortevoli, simili a una “casa”, le abitazioni vere e proprie si facevano in misura crescente luoghi di lavoro, in maniera diversificata, più o meno accentuata.

Ecco allora che l'open space, tipologia di spazio che – non va dimenticato – ha un'origine legata proprio ai luoghi di lavoro, ha assunto nella casa contemporanea una valenza nuova e più compiuta. Gli ambienti fluidamente interrelati gli uni con gli altri sono diventati la conformazione ideale per ospitare forme di lavoro estemporanee, accoglibili in una quota di spazio limitato. Questa nuova condizione comporta però la necessità di darsi delle regole, a metà strada tra il buon senso e l'approccio progettuale, per far sì che la convivenze delle inedite due anime della casa possa risultare il più efficace e costruttiva possibile. Proviamo a vederle un po' più in dettaglio.

1. Controllare il volume della voce

Iniziamo da un consiglio di puro buon senso. Gli spazi aperti sono pensati per favorire al massimo la circolazione dei flussi e dei movimenti. La libertà di muoversi nello spazio però investe altri fattori, come la luce o il suono. Sarà quindi un buon accorgimento evitare di alzare eccessivamente il volume della voce per non disturbare la concentrazione di chi lavora.

L'accorgimento varrà ancor più per gli spazi aperti su due livelli, che integrano nell'open space tutti gli ambienti della casa.

2. Mantenere la scrivania organizzata

Un altro consiglio legato alle pratiche d'uso dello spazio. Anche la scrivania è un piccolo open space, sul quale quotidianamente definiamo il “micro-arredo” sul quale si articolano le diverse attività. Sarà consigliabile pertanto mantenere il più ordinato possibile questo spazio, anche in relazione al fatto che, saltuariamente, la scrivania potrà essere destinata ad altre funzioni.

Poter disporre di uno spazio accessorio nel quale riporre computer e accessori potrà agevolarci nel nostro scopo.

3. Seguire i tempi

La vita domestica e la vita lavorativa hanno dinamiche, tempi di sviluppo e ritmi spesso completamente differenti, che però nel caso di un open space devono convivere e armonizzarsi tra loro al meglio. Attuare un atteggiamento di massima elasticità, essere sensibili rispetto alle procedure che investono la casa e il luogo di lavoro sono soltanto alcuni degli accorgimenti che sarà opportuno seguire. Lo scopo principale sarà sempre far vivere la casa e l'ufficio in armonia, facendo sì che i diversi tempi che li guidano possano alimentarsi a vicenda.

4. Controllare il volume del cellulare, della TV e dello stereo

Un altro consiglio di buon senso, legato al suono e alla sua facilità di diffusione nello spazio aperto: non eccedere nel livello dell volume del telefono cellulare, della TV e dello stereo. Lavorare con suoni di fondo può essere possibile ma non se gli stessi diventano eccessivi o sgradevolmente invadenti. Anche chi lavora dal canto suo dovrà cercare di limitare per quanto possibile le telefonate, magari spostandosi in una parte più riservvata della casa, dove sarà possibile conversare con maggiore tranquillità senza disturbare e senza essere disturbati dagli altri abitanti della casa.

5. Non mangiare davanti al computer

Spesso la scrivania nell'open space è una superficie di appoggio ibrida, che può essere destinata in diverse ore del giorno a svariate attività Sarà tuttavia bene non eccedere con le destinazioni d'uso di tale spazio, evitando per esempio di trasformarla in un tavolo da pranzo. Allo stesso modo è sconsigliabile consumae pasti veloci alla scrivania, per mentenere il luogo di lavoro il più possibile ordinato e pulito.

6. La luce giusta

Come accennato, in un open space la luce, al pari del suono e naturalmente delle persone, è lasciata libera di correre tra gli ambienti, che risultano in linea di massima più luminosi rispetto a una distribuzione tradizionale degli interni. Il luogo di lavoro avrà tuttavia la necessità di essere pensato in maniera calibrata anche sul piano illuminotecnico, predisponendo per esempio dei punti luce dedicati, per esempio con luci a tavolo. Occorre inoltre calibrare l'interazione tra la luce artificiale e quella naturale, specialmente in presenza di grandi vetrate aperte verso l'esterno. L'open space proposto nell'immagine sopra appartiene a una casa a Trieste ristrutturata su progetto dell'architetto Ivo Buda.

House 1: Camera da letto in stile In stile Country di Opera s.r.l.

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