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Sisma Bonus: Cos'è e Come Funziona

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In questo Libro delle Idee ci occuperemo di capire cos'è e come funziona il Sisma Bonus, un altro provvedimento rivolto a chi esegue interventi per adottare misure antisismiche sugli edifici, tanto su quelli adibiti ad abitazione quanto su quelli utilizzati per attività produttive, come ad esempio magazzini e capannoni.

Il Sisma Bonus è la detrazione di cui può usufruire chi effettua interventi per adeguare gli edifici alle misure antisismiche, contenute nell'articolo 16, comma 1-bis del Decreto Legge 63/2013, per le spese relative ai lavori antisismici effettuati sulle parti strutturali degli immobili, o di complessi collegati.

Il Sisma Bonus prevede delle detrazioni commisurate all'entità degli interventi, che possono essere del 50%, 70% o 80% per le case di abitazione, mentre del 50%, 75% o 85% per quanto riguarda i complessi condominiali, per spese complessive che non siano superiori a 96 mila euro per ogni singola unità immobiliare e per ogni anno.

Il Sisma Bonus vede, tra le spese che potranno beneficiare delle detrazioni previste dal provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio per il 2018, anche quelle relative alla classificazione e alla verifica sismica degli immobili. Oltre a queste spese, rientrano nel provvedimento anche gli interventi relativi a immobili di società.

Il Sisma Bonus prevede una detrazione del 50% per le spese sostenute da gennaio 2017 sino al 31 dicembre 2021, calcolata come detto su un massimo di 96 mila euro e ripartita in cinque quote annuali di importo uguale. Detrazioni maggiori, del 70 o 80%, possono essere ottenute se gli interventi permettono una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi, oppure quando gli interventi abbiano riguardato le parti comuni di edifici condominiali (sino a 80-85%).

Ma, per sapere di più su cos'è e come funziona il Sisma Bonus, non ci resta che andare a vedere il provvedimento nel dettaglio: seguiteci!

1. Cos'è il Sisma Bonus

Il Sisma Bonus è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, che ha così sbloccato una situazione difficile dal punto di vista applicativo, rendendo possibile grazie alla risoluzione 34/E/2018 da parte dell'Agenzia delle Entrate la messa in atto delle detrazioni.

Il Sisma Bonus è un provvedimento che raccoglie le detrazioni fiscali rivolte ai contribuenti che hanno sostenuto le spese per l'adeguamento antisismico di edifici che si trovino nelle zone 1 e 2 della mappa antisismica, cioè quelle ad altissima e alta pericolosità sismica. 

Per gli interventi effettuati in queste zone la detrazione del 50% sulle spese relative all'adeguamento antisismico degli immobili ha come limite massimo la quota di 96 mila euro, da suddividere come detto in 5 quote annuali di importo uguale, a partire dall'anno in cui le spese sono state sostenute.

2. Il cosiddetto Nuovo Sisma Bonus

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La Legge di Bilancio per il 2018 ha anche introdotto una integrazione del provvedimento, definita per comodità Nuovo Sisma Bonus. Questa porzione del provvedimento interessa sia le famiglie che le imprese che, a partire dal primo gennaio sino al 31 dicembre del 2021, effettueranno interventi di riduzione del rischio sismico nelle zone 1, 2, 3.

Attraverso un adeguamento dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274del marzo 2003, infatti, il Sisma Bonus assegna una detrazione del 70% se si verifica un passaggio a una classe inferiore di rischio sismico di una abitazione o di un immobile commerciale.

Il Sisma Bonus si rivolge anche ai condomini, con riduzioni sino al 75% delle spese se gli interventi riguardanti le parti comuni permettono di ottenere un passaggio alla classe di rischio inferiore, oppure una riduzione dell'85% se il passaggio porta ad abbassare il rischio sismico di due classi.

3. Le classi di rischio

Nella determinazione del Sisma Bonus sono molto importanti le cosiddette classi di rischio sismico. Si tratta di categorie utilizzate per definire le procedure che permettono di determinare a quale livello di rischio appartiene un determinato edificio.

Il cosiddetto calcolo delle classi di rischio sismico semplificato è la procedura che si riferisce ai complessi edilizi realizzati in muratura e viene utilizzato solo per gli edifici storici o antichi. Il rischio sismico si determina in base all'interazione di fattori come la vulnerabilità della struttura, l'esposizione a eventi sismici, la pericolosità sismica del luogo.

Le classi di rischio sismico sono definite con una serie di lettere, alle quali corrisponde il reale pericolo al quale può essere esposto un edificio e vanno dalla classe A sino alla classe G: la prima raccoglie quelle a rischio più basso, mentre la G quelle a rischio più alto.

4. Le zone di pericolosità sismica

Altro aspetto fondamentale per determinare l'assegnazione del Sisma Bonus è rappresentata dalle zone di pericolosità sismica. Questa è stata valutata dagli esperti e formalizzata in una classificazione contenuta nell'Ordinanza 3274/2003, che ha permesso di eliminare la categoria non classificabile

Questa classificazione ha introdotto quattro zone di pericolosità sismica con valori crescenti, classificando tutto il territorio italiano in zone di pericolosità che sono suddivise in: Zona 1, la zona a più alta pericolosità, dove possono verificarsi i terremoti più forti. 

Seguono la Zona 2, che raccoglie i territori dei comuni dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti; la Zona 3 in cui possono verificarsi terremoti di modesta entità; la Zona 4 che raccoglie i territori a bassa o nulla esposizione al rischio sismico.

5. Il Sisma Bonus per i condomini

La Legge di Bilancio del 2018 ha introdotto una nuova articolazione del provvedimento che riguarda anche i condomini, in particolare quelli inseriti nelle zone di pericolosità sismica 1, 2 e 3, per quanto riguarda gli interventi che riguardano congiuntamente la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione energetica di edifici condominiali.

Per questa tipologia di interventi è possibile, quindi, usufruire di detrazioni anche dell'80% se gli interventi determinano un passaggio da una classe di rischio sismico a quella inferiore, o dell'85% se questi interventi dovessero determinare il passaggio a due classi di rischio inferiore.

Se ottenuta, la detrazione andrà ripartita in dieci quote annuali di importo uguale e si applicherà su un ammontare che non potrà essere superiore a 136 mila euro da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che costituiscono ciascun edificio.

E adesso tocca a voi. Diteci cosa ne pensate del Sisma Bonus lasciando un commento
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