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Cera per Mobili in Legno: Consigli e Trucchi

Claudia Adamo – homify Claudia Adamo – homify
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Il legno è un materiale naturale che da sempre viene impiegato nella realizzazione di mobili e arnesi. Questo materiale  va nutrito e preservato dagli agenti chimici che normalmente si utilizzano per rimuovere polvere e sporco. Un metodo per far sì che la nostra consolle o il mobile nella sala da pranzo sia ben protetto è quello di applicare sulla sua superficie un prodotto di finitura. Le finiture che si possono effettuare sono diverse: da quelle classiche come la cera, la gommalacca, ecc., ad altre moderne. Alcune di esse possono essere maneggiate soltanto da professionisti falegnami, mentre altre sono adatte all'appassionato, in particolare la finitura a cera.

La finitura a cera è senz'altro la più antica e la più diffusa, è di facile esecuzione, protegge a lungo il legno e rende l'oggetto molto bello. In passato, questo tipo di finitura era prediletta rispetto ad altre, tant'è che la maggior parte dei mobili di un tempo sono rifiniti con questo materiale; in ogni caso, si consiglia di usare la cera quando ci si trova di fronte a un mobile che si vuole restaurare e che in origini era stato trattato con la cera. 

Scopriamo più da vicino questo prodotto così antico.

La cera

La cera che si usa per la finitura del mobile è cera d'api vergine, disponibile fino a qualche tempo fa soltanto in panetti solidi, ma attualmente si trova anche già pronta per l'applicazione in diverse formulazioni. 

La preparazione classica della cera per finitura avviene seguendo passaggi precisi: scorporare una limitata quantità di cera (es. 100 g) e porla in un contenitore aggiungendo 1 litro di essenza di trementina. Da qui, occorre scaldare il contenitore a bagnomaria mescolando di tanto in tanto, facendo particolare attenzione all'essenza di trementina perché molto infiammabile. Quando la cera è visibilmente sciolta, è pronta per l'uso. Tale preparazione può essere utilizzata nuovamente, a patto che il preparato venga conservato in un contenitore di vetro ben chiuso.

La cera si applica, preparandola adeguatamente o utilizzando un prodotto già pronto per l'uso, con il pennello, con la spazzola a setole morbide ma anche con il tampone. In ogni caso la cera va passata su tutta la superficie del mobile senza lasciare alcuna parte scoperta e senza creare accumuli, causa di gocciolature. Dopo aver steso la cera con cura bisogna attendere alcune ore durante le quali il prodotto si asciuga e viene assorbito dal legno. A questo punto occorre soltanto passare sulle superfici un panno di lana intiepidito per aumentarne la lucentezza. 

Per quanto riguarda il rapporto quantitativo tra cera e trementina, esso può variare in base alle specifiche esigenze, ma in generale, i legni più duri richiedono una maggiore diluizione mentre quelli più dolci vogliono una soluzione più concentrata. 

La finitura a olio

Esistono fondamentalmente due tipi di olio per finitura:

  1. olio di lino cotto
  2. olio paglierino

L'olio di lino cotto è indicato per fare una prima mano di fondo perché dona una tonalità calda al legno e quando è asciutto, vi si può applicare una finitura a cera o gommalacca. Il secondo può essere efficacemente usato per ravvivare e “nutrire” il legno.

Per una finitura d’effetto esistono infine le vernici trasparenti: i restauratori non le vedono di buon occhio, ma per riparazioni su mobili non troppo impegnativi sono l’ideale. Sul mercato ve ne sono di tipi diversissimi: al poliuretano, all’acqua, trasparenti, mordenzate, satinate, lucide, e si stendono facilmente col pennello in più mani praticando tra una passata e l’altra una leggera smerigliatura con paglietta di ferro. 

Il tampone

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I diversi tipi di arnesi che vengono utilizzati sono perlopiù pennelli con setole e tamponi. Il tampone è un mezzo di applicazione di vernici e cere liquide usato da tempi immemori e ancora oggi è il mezzo prediletto da molti, grazie alla sua capacità di applicare sottilissimi strati di vernice in modo estremamente preciso. Ecco ciò cheserve per preparare un tampone di medie dimensioni: 

  • batuffolo di cotone (o di feltro) grande quanto una mela.
  • pezzuola di cotone da 15x15 cm. 
  • pezzo di tela di lino da 25 x 25 cm.

Prendere il batuffolo di cotone e porlo al centro della pezzuola in cotone, successivamente piegare verso il centro i quattro angoli in maniera tale da inglobare il cotone e formare un sacchetto; piegare i bordi all'indietro e porre il sacchetto al centro di una tela di lino a sua volta e formare un nuovo sacchetto. 

Le caratteristiche del tampone dipendono dall'impiego cui è destinato. Certamente se la superficie da lavorare è ampia come quella di un tavolo da sala da pranzo, conviene usare un grosso tampone in modo da effettuare un numero inferiore di passate, mentre se invece bisogna trattare superfici piccole, occorre un tampone piuttosto piccolo.

Il tampone si prepara all'uso bagnando il batuffolo interno e chiudendo bene i tessuti di contenimento. Quindi, impugnando il tampone, lo si fa scorrere sul legno premendo meno all'inizio e maggiormente verso la fine. L'applicazione a tampone consiste in una continua sovrapposizione di sottili strati di vernice. Il tampone, tra una fase di lavorazione e un'altra, può essere conservato chiudendolo ermeticamente in un barattolo, per poterlo riutilizzare senza doverne realizzare uno nuovo ad ogni applicazione.

Per saperne di più: Come dipingere vecchi mobili in legno

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