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Curare le Orchidee: Trucchi e Consigli

Claudia Adamo – homify Claudia Adamo – homify
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Un ambiente di classe che si rispetti non può far a meno della presenza dell'orchidea, una pianta conosciuta fin dall'antichità come simbolo di armonia e perfezione spirituale e utilizzata nel Medioevo per preparare filtri d'amore. L'orchidea è una pianta da fiori e in quanto tale necessita di particolari attenzioni quando si decide di comprarla, anche perché curare le orchidee in casa diventa più complicato: essa infatti non gradisce le escursioni termiche, tipiche delle abitazioni durante il periodo invernale (a causa dei termosifoni), e soffre in mancanza di luce solare per gran parte della giornata, per cui se si abita in una casa esposta a nord, sarà meglio rinunciare all'acquisto delle orchidee.

Vi sarete chiesti spesso come curare le orchidee in casa perché generalmente si pensa siano piante difficili, ma in realtà non sono assai impegnative e seguendo alcuni accorgimenti che illustreremo di seguito, potreste rimanere sorpresi dalla facilità con cui queste splendide piante possono fiorire abbondantemente e regalare vivacità ed eleganza al soggiorno: proprio grazie alla bellezza dei suoi fiori, questa pianta è molto amata e utilizzata dagli interior designers e home stagers.

Se vi siete chiesti a lungo come curare le orchidee, noi di Homify abbiamo tutte le risposte ai vostri interrogativi.

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Come curare le orchidee: varietà, clima e annaffiatura

L'orchidea è una delle numerose piante da appartamento, originaria però delle zone tropicali e sub-tropicali dell'Asia e dell'America. Grazie alla sua alta capacità di adattamento ai climi più temperati è diventata una delle piante da interni più conosciute e diffuse al mondo. Le specie di orchidea sono tante, ma quelle più diffuse in commercio sono le seguenti:

Orchidea Cymbidium

E' una varietà che soffre la permanenza negli ambienti domestici, se non quando il freddo è pungente, poiché in casa la pianta non riesce a fiorire per bene e può essere vittima di parassiti. La fioritura è favorita dall'uso di fertilizzanti a basso contenuto di azoto, a favore di potassio e fosforo: durante la concimatura è bene garantire al substrato di terreno la giusta dose di umidità.

Orchidea Dendrobium

La Dendrobium è una varietà di origine australiana, sempreverde, facilmente coltivabile in vaso, a patto che vengano effettuate frequenti nebulizzazioni in inverno e in estate poiché soffre il clima secco delle abitazioni in inverno e in estate le temperature alte. Assicurare quindi un certo grado di umidità è fondamentale per questo tipo di orchidea, oltre a fertilizzarla una volta al mese tramite nebulizzazione.

Orchidea Phalaenopsis

Ecco l'orchidea casalinga per eccellenza: l'habitat ideale per questo tipo di orchidea è caratterizzato da una temperatura che si aggira costantemente sui 20° di giorno e 15° di notte. soffre fortemente il ristagno, quindi innaffiarla assolutamente con un nebulizzatore e utilizzare un terriccio drenante. Può fiorire più volte sullo stesso stelo, che è opportuno tagliare ogni tanto affinché la pianta si rinforzi. 

Orchidea Vanda

Di origine indiana, tale varietà vive al meglio in un habitat caratterizzato da un clima caldo umido, quindi sia in inverno che in estate va nebulizzata spesso, anche sulle radici, che saranno a vista. L'orchidea Vanda, se in salute, garantisce fioriture tutto l'anno, soprattutto in primavera.

Abbiamo già accennato alle condizioni climatiche da preferire quando si cura un'orchidea: le specie descritte in precedenza prediligono temperature miti e calde, molta luce ma mai diretta e una una certa percentuale di umidità nell’aria, simile a quella gradita dall’uomo, ossia il 60-70%. 

- In un'abitazione, la sua posizione ottimale è vicino alle finestre, ancor meglio se è presente una tenda così che possa filtrare la luce; se la quantità di luce è quella giusta, la pianta dovrà avere delle foglie di un bel verde intenso, in caso contrario saranno gialle e allora occorrerà rivedere la posizione dell'orchidea o il grado di luce. Per quanto riguarda la temperatura, non deve essere inferiore ai 18 C° né superiore ai 28 C°. Assicurarsi che ci sia una buona circolazione d’aria, anche utilizzando vasi specifici per la coltivazione dell’orchidea, che permettano la circolazione dell’aria e nessun ristagno d’acqua.

- L'annaffiatura è un'altra questione importante e delicata se si vuole curare un'orchidea. Prima di tutto, non si devono annaffiare come le altre piante poiché il getto forte e l'eccessiva quantità dell'acqua causerebbero danni importanti: occorre munirsi di un nebulizzatore e, quando necessario, spruzzare l'acqua direttamente sulla pianta. 

Nel caso in cui l'orchidea è di piccole dimensioni e sistemata in un vaso di plastica forato, la si può immergere in un catino contenente acqua a temperatura ambiente per un periodo di tempo sufficiente affinché che il terreno si inumidisca quanto basta. Prima di procedere all'annaffiatura, è opportuno verificare se il terriccio superficiale sia secco o meno.  

Come curare le orchidee: terreno, concimatura, rinvaso e potatura

Le orchidee hanno una caratteristica speciale che vede le radici posizionate negli interstizi dei rami, dove si depositano materiali in decomposizione che concimano la pianta. Per tale motivo, l'orchidea fa parte delle piante denominate pianta epifite. Per ricreare in qualche modo questo tipo di ambiente, occorrerà scegliere un terreno soffice a cui andranno mescolati pezzetti di corteccia, fibra di cocco, torba, che andranno a comporre un composto chiamato substrato. Il substrato più impiegato è il bark, composto da corteccia di abete rosso e abete di Douglas, acquistabile presso i vivai più forniti.

Per quanto concerne il fattore concimatura, essa andrebbe effettuata almeno ogni 15 giorni utilizzando un concime specifico, che deve essere unito all'acqua in quantità minime e nebulizzato sulla pianta.

Il rinvaso deve essere compiuto quando il substrato non è più in grado di nutrire la pianta, cioè quando esso appare più compatto e poco drenante. Per far ciò, bisogna procurarsi un vaso più grande del precedente, creare un fondo costituito da sughero, polistirolo o carbone; dopodiché, occorre sistemare la pianta all'interno del vaso, ricoprirla con il nuovo substrato al quale si va ad aggiungere del polistirolo espanso per garantire il giusto drenaggio alla pianta; la pianta non dovrà essere annaffiata per circa dieci giorni dopo il rinvaso.

Quanto alla potatura, essa andrà eseguita per rimuovere gli steli mentre l'eliminazione di fiori e foglie secche andrà fatta quotidianamente, rimuovendo le parti secche degli steli con delle forbici da potatura affilate. Il consiglio è quello di disinfettare le forbici prima di utilizzarle:questo perché la lama con cui si effettua il taglio sulla pianta, se infetta, potrebbe contagiare la pianta e farla ammalare.

Per sapere di più sulla cura delle piante in vaso, consigliamo: Tutto quello che devi sapere per non far morire le tue piante in vaso!

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