Terrazza in stile  di Bender Arquitetura

Tetto trasparente: l'Insospettabile Magia del Policarbonato

Guido Musante Guido Musante
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Era il 1928 quando alla DuPont il chimico E. I. Carothers diede vita ai primi studi su un polimero termoplastico ottenuto dall'acido carbonico che sarebbe destinato a diventare uno dei più importanti materiali dell'architettura contemporanea. Il vero inizio dello sfruttamento commerciale del policarbonato avviene tuttavia solo intorno al 1960 da parte della Bayer e della General Electric, in entrambi i casi si trattava di policarbonato di bisfenolo A. 

Questo genere di policarbonati hanno visto crescere in misura sorprendente il loro utilizzo per le loro proprietà particolari di trasparenza, resistenza termica e meccanica, oltre che per le buone proprietà elettriche e per la durezza. In generale le coperture in policarbonato sono realizzate con questa tipologie del materiale. Facilmente lavorabile per estrusione e stampaggio, il policarbonato si presta alla realizzazione di coperture e strutture anche molto complesse. 

La trasparenza e l’assenza di colore del materiale permettono una permeabilità alla luce del 89% nello spettro del visibile e lo rendono particolarmente indicato per le superfici di copertura. Usualmente gli UV vengono assorbiti e causano ingiallimento nelle coperture in policarbonato: per evitare tale inconveniente si utilizzano degli stabilizzatori come i benzotriazoli o delle apposite protezioni applicate sulla superficie esposta agli agenti atmosferici. 

La trasparenza delle coperture in policarbonato, unita alle proprietà meccaniche del materiale (curvabile a freddo, a differenza del vetro), lo rendono il sostituto naturale delle coperture in vetro.

​Sulla veranda

La veranda è un tradizionale campo di applicazione delle coperture in policarbonato: materiale duttile ed economico per eccellenza. Nell'immagine sopra è proposta le realizzazione di una grande veranda posta in aderenza a un'abitazione di campagna, realizzata dallo studio brasiliano Bender Arquitetura di Curitiba. La ottima trasparenza della coperture in policarbonato fa risaltare le qualità espressive dei materiali e degli arredi all'interno della veranda: il legno del parquet, lo scheletro in legno massello della struttura e gli arredi in vimini e pietra.

Spazi ampi

La possibilità di coprire vaste superfici è una caratteristica essenziale del policarbonato, grazie alla sua economicità e facilità di messa in opera. Le coperture in policarbonato di grandi dimensioni possono dare vita a spazi illuminati e ariosi, destinati alle funzioni più disparate. Qui è proposto lo spazio MÃO NA TERRA a Belo Horizonte (Brasile), realizzato dall'architetto del paesaggio Luiza Soares. La grande e luminosa copertura in policarbonato mette in risalto i vasi appesi alla struttura lignea, che immergono lo spazio sottostante nel verde con un effetto suggestivo e di grande respiro.

​In un gazebo

gazebo FORMENTERA decoro linea: Sedi per eventi in stile  di Cagis
Cagis

gazebo FORMENTERA decoro linea

Cagis

Un leggero gazebo per il giardino offre un'ottima occasione per usufruire di una leggera copertura in policarbonato. Il modello illustrato nell'immagine sopra associa a una struttura in ferro una copertura in policarbonato color bianco opalino, idoneo sia per la protezione solare sia per la protezione da pioggia, e da un pannello metallico con Decoro Linea con taglio al laser. Dotato di un comodo sistema di canalizzazione interna per la raccolta dell’acqua piovana il gazebo è completamente smontabile e disponibile su misura.

​Su una terrazza

CASA DIBERNARDO-VEGNA: Terrazza in stile  di FZArch
FZArch

CASA DIBERNARDO-VEGNA

FZArch

Il progetto di ristrutturazione di un appartamento in centro città, a opera di FZArch, offre la possibilità di osservare i vantaggi di una copertura in policarbonato associata a una struttura in legno. La presenza di tre edifici di notevole altezza intorno all’area di progetto ha reso necessaria una forte schermatura con pannelli di policarbonato opalino per evitare la spiacevole sensazione di occhi indiscreti, che avrebbe fortemente inibito la piacevole fruizione di uno spazio aperto annesso alla casa. Esteticamente si fa apprezzare l'abbinamento tra la leggerezza della copertura in policarbonato e la forza massiva della struttura in legno.

​Scatola magica

Trasformazione in studio di un'autofficina a San Salvario, Torino: Spazi commerciali in stile  di TRA - architettura condivisa
TRA – architettura condivisa

Trasformazione in studio di un'autofficina a San Salvario, Torino

TRA - architettura condivisa

Una scatola interamente in policarbonato opalino in copertura a una terrazza, che funge da estensione di uno spazio di lavoro contemporaneo, ricavato dalla trasformazione di un'ex officina. Gli esterni della nuova estensione architettonica si inseriscono con personalità nel cortile del vecchio edificio a ringhiera come due volumi trasparenti dotati di pareti e copertura in policarbonato e alluminio, collegati tra di loro da un tetto verde che grazie ad un deck in legno è utilizzabile come spazio di lavoro e di relax. Il progetto dello studio torinese Tra- Architettura condivisa applica principi di eco-sostenibilità come la ventilazione naturale, l’utilizzo di materiali rinnovabili e di tecnologie ad alta efficienza per il controllo climatico degli ambienti.

​La casa nuda

Terrazza in stile  di Atelier S
Atelier S

la terrasse (traitement saturateur gris par maître d'ouvrage en cours + en attente couverture polycarbonate)

Atelier S

Ecco un'interessante applicazione del policarbonato in copertura, che esalta le qualità espressive e la versatilità del materiale. Lo studio francese Atelier S decostruisce una casa con struttura il legno, lasciando visibile a un'estremità lo scheletro nudo, che si trasforma nella copertura in policarbonato e legno di una veranda a doppia altezza. La trasparenza del policarbonato contribuisce a far risaltare la trama struttuale lignea, con risiltati di grande forza formale.

​Colore e luce

Una copertura in policarbonato può anche accendere di colore una facciata, o donare una nota aggiuntiva allo spazio di un balcone o di una terrazza. È il caso per esempio di questa sottile copertura in policarbonato colorato con sfumature in tonalità ambra che corona una lunga terrazza di una residenza privata (Casa M) realizzata in Giappone dallo studio Wang Dang Doodles. I riflessi cromatici della copertura in policarbonato variano secondo l'incidenza del sole, mutando nelle diverse ore della giornata.

​Restaurare con il policarbonato

L'ambiente del primo piano finito: Case in stile in stile Rustico di Studio Moretti
Studio Moretti

L'ambiente del primo piano finito

Studio Moretti

Dov'è il policarbonato? Questo è l'interno di una comune baita in legno! Non sempre le cose sono come appaiono. Il policarbonato in questo casso è stato applicato in copertura e nelle pareti tra un asse di legno e l'altra per isolare la baita, rendendola così utilizzabile per nuove funzioni. Il progetto ha visto l'inserimento di strisce orizzontali di policarbonato trasparente ad alta densità tra trave e trave, previa fresatura sul posto di ogni singola trave. Sita nella Foresta dei Violini, in Val di Fiemme, la Baita Premessaria, è così oggi diventata lo spazio per esecuzioni musicali di alto livello, in particolare è l'ambito preferito dal grande violoncellista Mario Brunello.

​Con il legno

Le coperture in policarbonato e legno uniscono le qualità opposte dei due materiali: artificiale, freddo e luminoso il primo; caldo, massivo e naturale il secondo. La tettoia illustrata nell'immagine sopra, realizzata dall'azienda specializzata Alfa Porticati di Mairago (Lodi), è dotata di una importante struttura in legno lamellare d’abete con l'inserimento in copertura di un lucernario in policarbonato trasparente che garantisce una grande luminosità all’interno della casa. Il calore dell'insieme compositivo è accentuato dall'uso di pilastri in mattoni.

Una piazza coperta in policarbonato

​Centro Culturale Roberto Gritti, Ranica, Bergamo (foto: Alessandra Bello).:  in stile  di DAP studio + Paola Giaconia
DAP studio + Paola Giaconia

​Centro Culturale Roberto Gritti, Ranica, Bergamo (foto: Alessandra Bello).

DAP studio + Paola Giaconia

Realizzato in poco più di due anni, il Centro Culturale Roberto Gritti a Ranica, in provincia di Bergamo, porta la firma di DAP studio e Paola Giaconia. L'edificio è caratterizzato da due volumi sovrapposti che si aprono su una corte interna, capace di catalizzare luce naturale e vita urbana. La facciata e la copertura in policarbonato alveolare colorato e leggermente opaco rendono luminosa la piazza coperta, arricchendola di sfumature cromatiche tenui ma alternative rispetto al panorama edilizio circostante.

House 1: Camera da letto in stile In stile Country di Opera s.r.l.

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