Natale in Italia: curiosità e tradizioni

Costanza Antoniella Costanza Antoniella
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Il Natale è, molto spesso, la festa più amata dell’anno e forse anche la più sentita. Sì certo, quasi sempre ci capita di sentirci un po’ più Grinch e meno bambini sognanti, ma anche questo fa parte delle regole del gioco. In tutti i luoghi dove si festeggia questa ricorrenza, le città si riempiono di calde lucine che illuminano le vie del centro e in alcuni paesi compaiono mercatini dove poter degustare cibi tipici, vin brulè e acquistare oggetti fatti a mano da regalare ai propri amici e familiari. 

Come vi abbiamo accennato nei giorni scorsi, noi di homify lavoriamo all’interno di un contesto internazionale: alcuni di noi non concepiscono l’idea di dover indossare giacche e cappotti a dicembre semplicemente perché nell’altro emisfero il Natale cade in piena estate, altri invece ci raccontano di come questa festa venga vissuta in maniera simile, ma diversa rispetto a come la celebriamo noi in Italia.  La nostra idea di oggi è quella di giocare in casa e raccontare a chi non viene dalla nostra penisola come viene festeggiata questa ricorrenza nelle varie regioni, dal Piemonte alla Sicilia, passando per l’Emilia-Romagna e la Sardegna, quali sono le tradizioni più importanti del periodo subito prima e subito dopo il 25 dicembre?

L’ 8 dicembre

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A differenza di molti altri Paesi europei, in Italia il periodo natalizio non comincia il quarto week end prima del 25 dicembre, ma si è soliti far coincidere l’inizio delle festività con il giorno dell’Immacolata Concezione, ovvero l’8 dicembre. Solitamente noi italiani passiamo questa giornata di festa (scuole e uffici rimangono chiusi) ad addobbare l’albero, a fare il presepe e a decorare le nostre case nei modi più disparati: c’è chi appende al proprio balcone luci intermittenti di vari colori, chi mette in bella vista le Stelle di Natale, chi attacca alla porta d’ingresso la tradizionale corona di pino avvolta in un bel fiocco rosso. 

Nonostante il punto comune dell’8 dicembre sia quello di dare il via al periodo natalizio in tutta Italia, le tradizioni legate a questo giorno sono tante e variano da regione a regione: molte rimandano al mondo contadino, agreste, medievale o persino pagano. Così se a Milano l’Immacolata Concezione cade esattamente un giorno prima di Sant’Ambrogio (patrono della città) regalando ai milanesi due giorni di festa per stare insieme alla famiglia, a Cosenza in Calabria, si preparano i cosiddetti Cuddrurieddri, ciambelle fritte di farina e patate lesse schiacciate, lasciate lievitare al caldo per molte ore e poi fritte in grandi pentole di olio bollente.

Le città

Ogni anno all’inizio di dicembre, le città iniziano ad illuminarsi più del solito. Luminarie di ogni forma e grandezza decorano le varie vie del centro e della periferia e in tutte le piazze principali compaiono grandi alberi di Natale ad aumentare l’atmosfera natalizia che aleggia per tutti gli angoli della città. La maggior parte delle luminarie vengono pagate dai commercianti che vogliono attrarre più persone possibili nei loro negozi, oltre che dare un tocco di magia al loro quartiere. I centri cittadini si riempiono di persone con in mano pacchetti e pacchettini da mettere sotto l’albero in attesa della notte (o della mattina) di Natale.

Santa Lucia e la corsa ai regali

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Ciò che accomuna tutte le persone in ogni parte del globo dove si festeggia il Natale è la corsa ai regali. Al sabato e alla domenica i negozi e i centri commerciali vengono presi d’assalto da milioni di donne e uomini di qualsiasi età alla ricerca del regalo perfetto. Tutti gli acquisti, elegantemente impacchettati e provvisti di biglietto d’auguri vengono poi posizionati sotto l’albero aspettando di essere scartati. 

Il perno attorno al quale girano intorno tutte la festività natalizia è lo stare in famiglia: chi vive all’estero o in una città differente da quella dei genitori, raggiungerà o verrà raggiunto dai parenti più stretti in modo da condividere assieme i pranzi e le cene della Vigilia, del 25 dicembre e di Santo Stefano. Mentre si aspetta con calma che il tempo faccia il suo corso e che il giorno di Natale arrivi, un’altra ricorrenza viene molto sentita in alcune parti d’Italia, stiamo parlando di Santa Lucia che cade il 13 dicembre. In Sicilia, in particolare a Siracusa, questa festa è molto importante, tanto che molte persone decidono di fare ritorno nelle loro città natali per l’occasione. Si tratta infatti di un giorno particolare in cui è vietatissimo mangiare pane e pasta, celebrando invece con ricette tradizionali a base di riso (arancini e cuccìa). Al nord come al sud la Santa siciliana e patrona di Mantova porta i regali ai bambini buoni durante la notte tra il 12 e il 13 dicembre.

La cena della Viglia e il pranzo di Natale

Dopo giorni e giorni di preparativi si giunge finalmente alla cena della Vigilia di Natale, contraddistinta da un menù di pesce, al pranzo di Natale dove, nonostante la pancia ancora piena dalla sera prima, si ha il piacere di riempirsi ancora di tortellini, bollito e altre splendide specialità regionali da ogni angolo della Penisola. La maggior parte delle persone che decide di trascorrere le festività all’interno delle mura di casa, si troverà attorno ad un tavolo con i parenti più stretti, godendo dell’affetto familiare. Solitamente chi sta ai fornelli, si procura il pesce fresco durante la notte tra il 23 e il 24, in modo da poter realizzare pietanze perfette, dall’antipasto al dolce. In alcune parti d’Abruzzo, ad esempio, si è soliti cenare con undici portate differenti a base di pesce e verdure, per poi concludere la notte giocando a carte. A Napoli, città nella quale il Natale è molto sentito soprattutto per la presenza dei Presepi più belli del mondo, le nonne di famiglia sono solite cucinare dolci tipici campani che vengono fritti all’interno delle abitazioni con le finestre chiuse. Nelle famiglie, le nonne hanno sempre sostenuto che quando si preparano gli struffoli non bisogna né farsi vedere, né far sentire l’odore alla gente invidiosa, perché poi finirebbero per scoppiare! Concludendo con un eloquente detto in dialetto partenopeo: ’Meglio murì sazio che campà djuno!’

Qualunque sia la regione di provenienza, il Natale è un momento da trascorrere con la propria famiglia. In molti dopo la cena attenderanno la mezzanotte giocando a Monopoli o raccontandosi vicissitudini accadute durante il corso dell’anno, una volta giunto l’orario si potranno scartare i regali. I più religiosi invece, parteciperanno alla Santa Messa di Natale, organizzata in quasi tutte le parrocchie delle città. Non tutti però scartano i doni durante la notte, alcune famiglie, soprattutto se con bambini piccoli, attendono la mattina del 25 dicembre in modo che Babbo Natale possa fare visita alle case e lasciare i suoi regali.

Buon Natale!

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Come detto poco fa, il giorno del 25 dicembre la maggior parte delle famiglie italiane si riunisce ancora una volta a tavola per pranzare con i propri parenti. Ancora appesantite dalla cena della sera prima, le famiglie si spostano per raggiungere le case nelle quali sarà pronta e imbandita la tavola. In Emilia-Romagna, patria del tortellino, il menù classico è a base di tortellini in brodo di carne dal quale viene ricavato un ottimo bollito, accompagnato a patate al forno. Alla fine di qualunque pasto natalizio, troveremo il Panettone o il Pandoro. Il primo ricco di uvetta e canditi e il secondo ricoperto da una spolverata di bianchissimo zucchero a velo. 

Molte famiglie sono solite festeggiare anche il giorno di Santo Stefano con un pranzo o una cena. Come sappiamo, in Italia gran parte della cultura gira intorno al cibo, questo per dire che ogni giorno tra l’8 dicembre e il 6 gennaio è buono per mangiare.

L’Epifania, che tutte le feste si porta via

L’ultimo giorno delle festività natalizie è l’Epifania che, come dice il detto tutte le feste si porta via. Cade il 6 gennaio ed è una giornata principalmente dedicata ai bambini. La tradizione vuole che la Befana, una donna molto anziana che vola su una logora scopa, faccia visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio (la notte dell’Epifania per l’appunto) e riempia di dolci o carbone le calze appese al camino o vicino ad una finestra, lasciate appositamente lì dai piccoli di casa. Generalmente, i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli, mentre quelli più pestiferi e che si sono comportati male troveranno le calze piene di carbone. 

Poco conosciuta fuori dalla nostra Penisola, l’Epifania viene festeggiata in tanti modi diversi da nord a sud. In Piazza Navona a Roma, ad esempio, la notte del 5 gennaio si attende la Befana comperando dolci e facendo la calza per i bimbi, la festa continua durante tutto il giorno seguente: la piazza si riempie di famiglie con bambini di tutte le età che trascorrono la giornata al Mercato della Befana. In Veneto, invece, la sera subito prima dell’Epifania, per una tradizione contadina si accende un grande falò chiamato Foghera che indica come andrà il raccolto a seconda di dove andrà il fumo. Nel presepe invece, il giorno dell’Epifania si portano le statuine dei Re Magi vicino alla culla di Gesù Bambino, perché quello è il giorno nel quale i tre uomini partiti in viaggio per adorare Gesù, giungono finalmente alla stalla dove nacque il Messia.  L’Epifania è anche vista come la conclusione di tutto il periodo natalizio, ecco perché questo dovrebbe essere giorno nel quale si disfa l’albero. La maggior parte delle famiglie italiane però lo smonterà solamente i giorni seguenti, quando la pancia sarà un po’ più vuota e la magia del Natale sarà svanita del tutto.

Come festeggiate il Natale nella vostra città? Lasciate un commento.
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