La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili”), in cui si tende a considerare preminente la condizione di originaria entità naturalistica su cui si è depositato per successive stratificazioni il risultato delle azioni umane nel tempo. Paesaggio dunque come insieme di manufatti e di coltivazioni innestati in varie epoche sul substrato naturale, come somma ed interazione di natura e di cultura, in definitiva come prodotto della storia, “forma che l’uomo, coscientemente e sistematicamente, ha impresso al paesaggio naturale”, come scriveva Emilio Sereni nella sua opera dedicata alla storia del paesaggio agrario italiano. Leggere un paesaggio significa dunque leggerne la sua storia, nelle sue più ampie accezioni ed implicazioni, significa comprendere le relazioni che l’uomo che ha stabilito nel corso dei secoli con quel luogo, significa indagare le specifiche strutture, fino alle forme e ai materiali, con cui l’uomo ha abitato e qualificato quel luogo, significa comprendere i processi con cui le comunità di uomini hanno trasformato e disegnato un territorio.

Ne consegue che operare consapevolmente sul paesaggio non può non essere altro che un processo culturale fondato sull’indagine storica e critica del luogo su cui si interviene, a maggior ragione se si tratta di un paesaggio così significativamente strutturato nei secoli come quello di Gaiole.

Colore: Variopinto
Materiale: Laterizio
Lunghezza: 185 m
Altezza: 36 m
Area: 125 m²
Prezzo: 7.000.000 €
Crediti: Stefano Martinelli e Simone Casini
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