La pianta dei bagni è rimasta quella originale dell’appartamento tipicamente anni ’50, quindi bagni stretti e lunghi fino a 5 metri.

Entrambi sono finestrati, e identici dal punto di vista della scelta dei sanitari, rivestimenti e finiture. L’unica differenza è che il bagno dell’architetto, leggermente più corto, ha un antibagno nel quale è stato posizionato un piccolo lavamani per ospiti e ha una doccia (mentre il bagno della moglie e della figlia ha la vasca da bagno).

Le ceramiche sono nere opache a pavimento, per richiamare i pavimenti originali del resto della casa in seminato, le pareti sono in ceramica bianca lucida con una rigorosa venatura orizzontale, semplicemente interrotte da un giro rosso lacca e nero.

I sanitari sono stati scelti con cura, sono semplici e funzionali.

In questa semplice razionalità, l’unico tocco “emotivo” è rappresentato da due lampadari in ottone e cristalli molati interamente realizzati a mano negli anni ’50 dal nonno della moglie e due tappeti persiani antichi anch’essi interamente realizzati a mano.

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