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Bacino di utenza

Architetti del paesaggio a Torino

Gli architetti del paesaggio sono professionisti in grado di occuparsi della progettazione di spazi esterni, in ambito urbano e rurale. Un delicato lavoro che deve necessariamente tener conto degli elementi che caratterizzano determinati ambienti da un punto di vista sia culturale che naturale. Un ambito alquanto ampio, rappresentante una branca dell'architettura che volge lo sguardo a parchi, giardini e spazi esterni di vario genere, inseriti in una lunga e variegata lista che può comprendere anche siti storici. In casi del genere occorre procedere con estrema cautela e cura, affidando l'incarico ad architetti del paesaggio esperti nel settore, che possano gestire un'opera di restauro che esalti il sito e non vi provochi danni di alcuna sorta. Un paesaggista ha una duplice responsabilità, dovendo ideare il progetto e al tempo stesso coordinarne la realizzazione. La seconda fase è la più delicata, in quanto richiede un costante confronto con appaltatori, costruttori e altre figure professionali (come ad esempio i giardinieri). Il fine ultimo è dato dal raggiungimento di un rapporto il più possibile armonico tra uomo e ambiente, tra le esigenze di un centro urbano che intende svilupparsi e quelle di un'area verde che necessita di crescere rigogliosa. Se armonia è la principale parola chiave per descrivere questo genere di interventi, è per importanza seguita da funzionalità. È infatti fondamentale considerare costantemente un fine pratico, che possa garantire la fruizione da parte dei cittadini. 

L'architettura di un giardino a Torino

Se si è alla ricerca di architetti del paesaggio a Torino si dovrà selezionare con cura il professionista o lo studio cui affidare l'incarico selezionato. Per un'opera che soddisfi pienamente le richieste del committente sarà necessaria un'approfondita conoscenza della storia dell'evoluzione dell'architettura del paesaggio, così come hanno la loro importanza le nozioni di storia dell'arte. La fase di progettazione richiede inoltre la capacità di padroneggiare ampiamente i principali programmi di disegno tecnico e architettonico, per offrire infine al cliente un render completo e dettagliato, ovvero sia un modello tridimensionale del progetto che in seguito prenderà forma. Le competenze tecniche rappresentano il fulcro di questo impiego, così come per altri. La materia è però alquanto delicata, il che obbliga il professionista a conoscere perfettamente la legislazione vigente in merito al tema trattato. Soltanto in questo modo sarà possibile destreggiarsi nel complesso ambito burocratico italiano. 

Molto spesso gli architetti del paesaggio sono chiamati a realizzare giardini pubblici o privati. Il cliente dovrà essere guidato in questo percorso, facendo valere le proprie competenze tecniche e il gusto estetico sviluppato nel corso degli anni. Prima di avviare la progettazione vera e propria sarà dunque fondamentale fornire una dettagliata consulenza. Dopo aver studiato come poter garantire una continuità tra spazi interni ed esterni, l'architetto fornirà dei precisi spunti di ispirazione, valutando inoltre quali potrebbero essere i materiali più idonei a un dato ambiente per realizzare un arredo vegetale. Rivolgersi a un professionista per la progettazione del proprio giardino è sempre la scelta giusta, evitando in questo modo dei risultati approssimativi e dal dubbio gusto. A seconda del clima, delle necessità del committente e delle sue abitudini, un professionista potrà anche indicare le corrette tipologie di piange, che siano non soltanto attraenti ma anche in grado di rispondere a un'esigenza di sostenibilità ambientale.

Architetti del paesaggio a Torino: procedura e norme

Gli architetti del paesaggio a Torino sono chiamati a rispettare delle precise normative, al fine di ricevere l'autorizzazione all'avvio dei lavori. Nel caso specifico di lavori inerenti giardini, che rappresentano l'esempio più comune, i dettami da seguire sono inseriti nel regolamento del verde pubblico e privato della città di Torino. Il Comune avrà bisogno di una relazione tecnica inserita nel progetto, all'interno della quale andrà espressamente indicata la conformità alle norme prescritte. Il richiedente dovrà effettuare preliminarmente un'analisi ambientale e una dell'utenza, al fine di valutare le potenzialità del sito preso in considerazione per un intervento. Basandosi su queste potenzialità, nel rispetto di eventuali vincoli presenti, si potrà definire l'impianto vegetazionale e il relativo piano di manutenzione. Il regolamento esprime chiaramente la necessità di inserire le nuove realizzazioni nel sistema del verde urbano esistente. Il questo modo si potranno generare nuovi elementi che siano integrati nella rete di spazi verdi, evitando un complesso che risulti sgradevolmente isolato dal resto del contesto. Al fine di ottimizzare i costi di impianto e manutenzione si darà precedenza a specie vegetali naturalizzate e autoctone. È inoltre richiesta una precisa valutazione delle distanze e dei sesti di impianto, limitando il più possibile il consumo di risorse idriche. 

Differente il discorso inerente zone di particolare valore paesaggistico e ambientale. In questi casi infatti i progetti per le nuove opere a verde o per la ristrutturazione del verde esistente, dovranno rispettare i criteri previsti dagli strumenti di pianificazione territoriale esistenti. Il riferimento è ad aree protette o contigue a queste, così come zone con elementi di naturalità diffusa e aree limitrofe a corsi d'acqua. Qualora il progetto riguardi parchi e giardini pubblici, prevedendo dunque il coinvolgimento di aree verdi o alberate esistenti, si richiede la presenza di un tecnico del Settore Gestione Verde o del Settore Grandi Opere del Verde Pubblico nel gruppo di progettazione.